Cinecittà torna in utile nel 2025: ricavi a 30,5 milioni, EBITDA a +5 milioni e PNRR completato

Cinecittà archivia il 2025 con un dato che ha un valore economico, industriale e simbolico insieme: il ritorno all’utile. La società ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2025 con un risultato netto positivo pari a 1,1 milioni di euro, dopo un 2024 segnato da una perdita superiore a 11 milioni. A rafforzare il quadro c’è anche un EBITDA positivo per 5 milioni, in netto miglioramento rispetto al dato negativo di 3 milioni registrato l’anno precedente. Sul fronte dei ricavi, la crescita è altrettanto evidente: 30,5 milioni di euro, con un aumento del 43% rispetto ai 21,5 milioni del 2024.

Sono numeri che segnano una svolta e che raccontano una fase diversa per gli studi di via Tuscolana, sempre più al centro dell’industria audiovisiva italiana e internazionale. La fotografia emersa durante l’evento “Cinecittà Interno Giorno”, organizzato per presentare il bilancio 2025 e le prospettive future, restituisce infatti l’immagine di un’azienda che non si limita a migliorare i conti, ma prova a ridefinire il proprio ruolo nel sistema cinema, nella filiera audiovisiva e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Il ritorno all’utile segna una discontinuità netta

Il dato più rilevante è proprio il ritorno alla profittabilità. Non si tratta di una semplice oscillazione contabile, ma di un’inversione di tendenza che arriva dopo anni complessi e dopo le rettifiche dei bilanci relativi al 2022 e al 2023. Cinecittà torna dunque a registrare un utile, e lo fa superando non solo i risultati del 2024, ma anche le stime più prudenti formulate in precedenza.

Secondo quanto illustrato nel corso della presentazione, per il 2025 era stata prevista inizialmente una perdita di circa 3,3 milioni di euro. Il consuntivo finale, invece, evidenzia un utile netto di 1,1 milioni, con un miglioramento complessivo di quasi 4,5 milioni rispetto al budget. Anche il piano industriale è stato superato: l’area commerciale, che era stata stimata a 25 milioni di euro, ha raggiunto oltre 30,4 milioni.

Questo passaggio non è secondario. Significa che la crescita non è stata soltanto il risultato di una migliore gestione interna, ma anche di una capacità concreta di attrarre mercato, commesse, produzioni e attività. In altri termini, Cinecittà ha aumentato il proprio volume d’affari e lo ha fatto in maniera superiore alle attese.

Ricavi in crescita e costi in calo: i due motori del risultato

A spiegare il miglioramento del bilancio concorrono soprattutto due fattori: l’aumento dei ricavi dell’attività caratteristica e la riduzione dei costi di produzione. I ricavi sono passati da 21,5 a 30,5 milioni di euro, mentre i costi di produzione si sono ridotti di oltre 10 milioni, con un calo significativo anche dei costi di gestione, scesi di circa 5 milioni.

La dinamica è importante perché mostra una doppia leva virtuosa: da un lato più lavoro, più attività e più fatturato; dall’altro una maggiore disciplina nella struttura dei costi. È questa combinazione ad aver consentito a Cinecittà di non limitarsi a contenere le perdite, ma di tornare in attivo e di rafforzare il proprio patrimonio netto.

Ancora più significativo è il riferimento alle previsioni della metà del 2024, quando l’insediamento della nuova governance si accompagnava a uno scenario che indicava perdite potenziali fino a 24 milioni, poi ridotte a 11 milioni. Il consuntivo 2025, chiuso in utile, assume quindi il valore di una correzione molto più profonda del previsto.

Come si distribuiscono i ricavi di Cinecittà

La composizione dei ricavi restituisce bene la natura articolata dell’attività di Cinecittà, che oggi non vive di un solo segmento ma di una pluralità di linee operative.

La voce più rilevante è quella della gestione dei teatri di posa, che vale 13,9 milioni di euro. Seguono le costruzioni scenografiche con 4,2 milioni, gli eventi con 7 milioni, e poi gli altri ricavi, pari a 5 milioni, che comprendono mostre, post-produzione, attività istituzionale, bookshop e altri servizi.

Questa distribuzione conferma che il modello Cinecittà si regge su una filiera integrata: spazi di produzione, servizi tecnici, artigianato scenografico, attività culturali, promozione e valorizzazione del brand. Non è solo un complesso di studi cinematografici, ma un ecosistema che tiene insieme produzione industriale e missione culturale.

Il PNRR completato nei tempi: cinque nuovi teatri e capacità produttiva in aumento

Uno dei capitoli decisivi del 2025 è quello relativo al PNRR, che per Cinecittà rappresenta un passaggio strategico. Il piano, in chiusura a giugno 2026, viene descritto come completato con successo e in diversi casi in anticipo rispetto alle scadenze fissate a livello europeo.

Tra i risultati principali figurano 5 nuovi teatri di posa, inclusi i due più grandi dell’intero complesso, la ristrutturazione di 4 teatri, la disponibilità di 21.000 metri quadrati di spazi dedicati alle produzioni, 10 ettari di backlot per riprese esterne, l’acquisizione di una porzione del quadrante di Cinecittà, il ripristino della piscina da 2.000 metri quadrati, oltre a un più ampio intervento di riqualificazione del sito sul piano infrastrutturale, tecnologico, logistico e dei servizi.

Il dato forse più immediato da leggere è quello della capacità produttiva aumentata del 60%. In un settore dove conta la possibilità di ospitare grandi produzioni, contemporaneamente, con servizi adeguati e standard internazionali, questo incremento cambia concretamente il posizionamento di Cinecittà nel mercato europeo e globale.

A ciò si aggiunge un altro elemento non marginale: i 232 milioni di euro del piano risultano investiti nei tempi previsti. In una fase in cui l’efficacia di spesa del Recovery Plan è osservata con particolare attenzione, Cinecittà presenta dunque il PNRR come un caso riuscito di realizzazione industriale e culturale.

Le grandi produzioni scelgono gli studi di via Tuscolana

I numeri di bilancio trovano una conferma anche sul piano delle produzioni annunciate e ospitate. È qui che la crescita della capacità produttiva si traduce in credibilità internazionale.

Tra i titoli citati spiccano il ritorno di Mel Gibson con il sequel di The Passion, The Resurrection of the Christ, il nuovo progetto dedicato ad Annibale che vedrà nuovamente insieme Denzel Washington e Antoine Fuqua, e Assassin’s Creed, serie Netflix tratta dal celebre videogame bestseller. Sono produzioni di grande richiamo, ad alta complessità spettacolare, che richiedono spazi, maestranze specializzate e capacità organizzativa.

Il 2025 ha visto anche la presenza di produzioni nazionali importanti come Portobello di HBO diretta da Marco Bellocchio, Sicilia Express di Ficarra e Picone, oltre alla coproduzione Roma elastica di Bertrand Mandico con Marion Cotillard.

In parallelo, i laboratori di post-produzione audio e video di Cinecittà hanno lavorato su progetti legati a nomi di primo piano del cinema internazionale, da Tim Burton a Luca Guadagnino, da Ridley Scott a Giuseppe Tornatore, passando per Luc Besson, Park Chan-wook e Abdellatif Kechiche, oltre a serie di successo.

Tutto questo rafforza l’idea che Cinecittà non sia oggi soltanto un luogo identitario del cinema italiano, ma una piattaforma di produzione competitiva, capace di inserirsi nel circuito globale delle grandi lavorazioni.

Teatri, post-produzione ed eventi: i driver del 2025

Dentro il bilancio, i segmenti che hanno trainato i risultati sono soprattutto tre: teatri di posa, post-produzione ed eventi. La gestione dei teatri, come detto, vale 13,9 milioni, mentre le costruzioni scenografiche aggiungono 4,2 milioni e gli eventi 7 milioni.

Ma è interessante osservare anche i numeri delle attività più specifiche: la post-produzione audio supera 1,3 milioni di euro, la digital arriva a quasi 500 mila euro, i teatri Cinecittà Lumina che ospitano la produzione dei format TV di Endemol Shine registrano quasi 1,9 milioni, mentre i restauri sfiorano i 700 mila euro.

Questi dati raccontano un’azienda che diversifica, valorizza competenze tecniche altamente specializzate e presidia diversi anelli della filiera audiovisiva. In una fase in cui il mercato richiede flessibilità e servizi ad alto contenuto professionale, la pluralità delle aree operative diventa un elemento competitivo.

Archivio Luce, digitalizzazione e memoria audiovisiva

Accanto alla dimensione industriale, il 2025 è stato un anno rilevante anche per l’Archivio Luce, uno degli asset culturali più preziosi gestiti da Cinecittà. Le celebrazioni per il centenario dell’Istituto Luce hanno accompagnato un lavoro strutturale di valorizzazione e digitalizzazione, sostenuto anche dal PNRR.

I numeri forniti sono molto significativi: sono stati digitalizzati oltre 2.500 rulli cinematografici, 429 ore di contenuti filmici e quasi 3.400 colonne audio, pari a 600 ore di contenuti cinematografici. Sul fronte fotografico, sono state digitalizzate 1,5 milioni di diapositive e catalogate 760 mila unità.

L’Archivio Luce è già consultabile online con 70 mila filmati dal 1924 a oggi ed è riconosciuto e tutelato dall’UNESCO. L’avanzamento della digitalizzazione non è quindi solo un fatto tecnico, ma un investimento sull’accessibilità pubblica, sulla ricerca, sulla produzione documentaria e sulla conservazione della memoria visiva.

A questo si affiancano attività espositive come “InVisibili – Le pioniere del cinema” e “Moda in Luce 1925-1955”, che mostrano come il patrimonio archivistico possa diventare anche racconto culturale contemporaneo.

Il cinema italiano nel mondo: festival, buyers e distribuzione

Un altro asse strategico è la promozione internazionale del cinema italiano. Nel 2025 il Dipartimento di Promozione del Cinema Contemporaneo ha accompagnato 75 titoli nelle selezioni festivalieri, mentre 90 film italiani sono stati presentati nei festival di cinema italiano organizzati nel mondo da Cinecittà.

Gli Italian Screenings hanno riunito 100 buyers da 25 Paesi, 30 sales agent e favorito la firma di 230 contratti di distribuzione all’estero. Sono numeri che segnalano una funzione concreta di accompagnamento commerciale e culturale del prodotto audiovisivo italiano oltre confine.

Anche il Dipartimento di Cinema classico ha svolto un’attività rilevante, con 55 rassegne in 24 Paesi e 47 città, oltre a 6 restauri presentati in anteprima mondiale. Sul fronte dell’internazionalizzazione, infine, Cinecittà ha promosso 40 eventi in mercati chiave come Brasile, Canada, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India e Messico, sostenendo la conoscenza del tax credit internazionale e delle opportunità offerte dall’ecosistema produttivo italiano.

Documentari, library e qualità editoriale

Nel 2025 Luce-Cinecittà ha coprodotto 31 documentari, di cui 7 distribuiti nelle sale. Tra questi, 5 film hanno ottenuto il Nastro d’argento e uno il Globo d’oro. È un dato che conferma il peso della produzione documentaria come area identitaria e qualitativa del marchio.

Per celebrare i 100 anni del Luce è stato inoltre lanciato il progetto “10 e Luce”, con dieci capolavori della library riportati in sala in versione restaurata. Sul piano della commercializzazione dei diritti, nel 2025 sono stati movimentati oltre 400 titoli della library sulle principali piattaforme.

Qui emerge con chiarezza un’altra caratteristica di Cinecittà: la capacità di far convivere produzione industriale, tutela del patrimonio e sfruttamento contemporaneo dei contenuti.

Polo espositivo e formazione dei giovani

Cinecittà si conferma anche come spazio aperto al pubblico e alla formazione. Nel 2025, attraverso Cinecittà si Mostra e il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, sono entrati negli studi 65 mila visitatori, con il coinvolgimento di 30 mila studenti, molti dei quali stranieri.

Sul versante della formazione, il progetto LuceLabCinecittà, finanziato con fondi PNRR del Ministero della Cultura, ha proseguito il proprio percorso con 36 nuovi corsi e oltre 500 studenti formati. Il budget stanziato per la formazione ammonta a 2 milioni e 161 mila euro.

Sempre nel 2025 è partita SHORT ATTACKS!, call rivolta a registi under 35 per la produzione di 8 cortometraggi inediti, con oltre 200 candidature. E ha raggiunto la decima edizione Sic@Sic, la sezione-vetrina promossa con la Settimana Internazionale della Critica di Venezia dedicata ai cortometraggi.

Sono iniziative che indicano come la crescita industriale venga letta anche in chiave di ricambio generazionale e trasmissione dei saperi.

Più solida nei conti, più ampia nella missione

Il bilancio 2025 di Cinecittà non restituisce solo un miglioramento economico. Racconta una struttura che prova a essere contemporaneamente hub produttivo, presidio culturale, piattaforma di servizi, luogo di formazione, soggetto di promozione internazionale e custode della memoria audiovisiva italiana.

L’utile di 1,1 milioni, l’EBITDA positivo di 5 milioni, i 30,5 milioni di ricavi, il PNRR completato, i 5 nuovi teatri di posa e la crescita del 60% della capacità produttiva disegnano una traiettoria chiara. Per Cinecittà il 2025 è l’anno in cui la ripresa smette di essere una possibilità e diventa un fatto.

Resta ora da vedere se questo risultato saprà consolidarsi anche nei prossimi esercizi, ma la direzione appare definita: più produzioni, più servizi, più internazionalizzazione, più valorizzazione del patrimonio. In un settore che vive di reputazione, affidabilità e capacità di attrarre progetti, Cinecittà sembra voler tornare a giocare la sua partita con ambizioni all’altezza della sua storia.

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